È accaduto l'ultimo giorno d'estate.
Una crescita verso il vuoto,
lasciandosi alle spalle brandelli.
Non voltarti a guardare come imputridiscono.
Staccarsi da ogni legame
come la membrana dal guscio dell'uovo.
Non sei mai stata qui.
Non sei mai stata di qui.
Nella mia testa
c’è sempre stata una stanza vuota per te
quante volte ci ho portato dei fiori
quante volte l’ho difesa dai mostri
Adesso ci abito io
e i mostri sono entrati con me
- Michele Mari -
A trentun’anni
avrei già dovuto conquistare la Persia
avessi avuto un maestro come Aristotele
adesso non pulirei ruote di seggiolini per vivere
il trucco è tutto lì
qualcuno che ti dica che se vuoi
puoi conquistare la Persia
invece con i 6 presi
riesci a pagare il mutuo
andare al mare in vacanza e portare a spasso il cane
che è abbastanza
ma qualcun altro conquisterà la Persia
e tu lo leggerai sul giornale
e poi metterai il giornale in una borsa
e aspetterai che sia piena
per portarla alla raccolta differenziata
e sembrerà tutto normale – invece è la tua vita che continua
con le minestre solubili il dentista e l’affitto
e ogni notte prima di addormentarti
senti come se avessi dimenticato di fare qualcosa
e ti alzi a controllare il gas
e per un istante ti viene in mente che forse avresti dovuto
conquistare la Persia
ma ti vengono in mente tutte le cassiere del supermercato
che scopano tra di loro
e per la Persia ti ci vogliono ragionevolmente almeno una decina
d’anni
la sega è un attimo.
Alberto Calligaris
«Un eterno rimanere estranei nell’eterna vicinanza è dunque il segno più pertinente e inalienabile di ogni amore in quanto tale: …non solo nel disprezzo o nell’amore non ricambiato, infatti, ma dappertutto, ovunque dove ci si ama, l’uno sfiora solo l’altro lasciandolo poi a se stesso. E’ sempre una stella irraggiungibile che noi amiamo, e ogni amore è sempre nella sua profonda essenza una segreta tragedia, ma proprio per il fatto di esserlo riesce ad avere effetti così potentemente produttivi».
LOU ANDREAS SALOME’, Riflessioni sull’amore (1900)
Aldous Huxley in una lettera a George Orwell del 21 ottobre 1949: “Entro
la prossima generazione chi tiene le redini del mondo scoprirà che il
condizionamento infantile e l’ipnosi indotta dalle droghe sono strumenti
di dominio ben più efficaci di armi e prigioni. E che la sete di potere
può essere soddisfatta nella sua pienezza inducendo le persone ad amare
il loro stato di schiavitù, piuttosto che ridurle all’obbedienza a suon
di frustate e calci. Insomma, penso che l’incubo descritto in 1984 sia
destinato a evolversi in quello descritto in Il nuovo mondo, se non
altro come esito di una necessità di maggiore efficienza”.